||Ipnosi, dolore, cura

Ipnosi, dolore, cura

2018-11-30T18:38:54+00:0016.10.2004|

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DE “LA GAZZETTA DI LECCO”

Dopo la nostra inchiesta sul nuovo modo di affrontare la terapia del dolore negli ospedali lecchesi, riceviamo e pubblichiamo la lettera del Dott. Giampiero Bonacina che suggerisce una strada alternativa: l’uso dell’ipnosi.

“Egr. Direttore

Le scrivo la presente dopo aver letto l’articolo di Gloria Riva: Ospedale senza dolore, il sogno e la realtà, sulla “pagina della salute” di Sabato 9 Ottobre 2004.

Esercito da oltre 15 anni la professione di Psicologo e di Psicoterapeuta e condivido, da cittadino, l’atteggiamento del Dott. Massei nei confronti del dolore oncologico e postoperatorio rispetto all’utilizzo dei farmaci più appropriati; mi sembra anche molto importante la formazione del personale in questo campo.

Nella mia pratica di Psicoterapeuta, tra le tecniche impiegate vi è l’uso dell’Ipnosi come metodo per il trattamento di diversi disturbi psicologici, malattie psicosomatiche, insonnia e altro. La collaborazione con i medici di medicina generale e con gli specialisti, è sempre stata proficua e fonte di sicurezza per i pazienti, nonchè di positiva crescita culturale e professionale reciproca nell’incontro coi colleghi medici. Dal 1997, anno della mia formazione nella tecnica ipnotica, ho praticato l’ipnosi clinica in molti casi riscontrando benefici nei pazienti, soprattutto nelle malattie particolarmente resistenti.

In merito all’ipnosi voglio segnalarle che proprio lo scorso Sabato 9 Ottobre, si è tenuto a Milano il primo congresso italiano di “Ipnosi in Oncologia” a cui ho partecipato. Si è discusso delle possibilità e dei limiti dell’ipnosi in questo ambito e si è fatto il punto sulla ricerca scientifica nel settore. E’ emerso come l’ipnosi ove applicata in soggetti ipnorecettivi nella cura oncologica, può avere un ruolo complementare alle cure mediche nel prolungare la vita, nel migliorarne la qualità, oltre che nella riduzione del dolore. Ovviamente sarebbe interessante entrare in alcuni particolari, ma ciò va oltre questa lettera.

E vengo al dunque rispetto all’articolo in oggetto. Dicevo che condivido in pieno gli scopi del progetto “Ospedale senza dolore”, e credo anche che sia opportuno impiegare i medicamenti più appropriati nella terapia del dolore senza preconcetti. Ma credo che possa essere importante, in un ambito formativo, estendere l’informazione a quelle “metodologie diverse di alleviamento del dolore”, come dice il Dott. Massei nell’articolo, comprendendo anche una riflessione su tutti quegli aspetti del “curare” che possono dare un contributo al recupero della salute e della qualità della vita del paziente. L’ipnosi è uno di questi, osservando che è un fenomeno studiato dall’uomo fin dall’antichità, ma che negli ultimi 50 anni è assurto a particolare rilevanza in termini di ricerca scientifica.

In questo senso, tenendo presente le problematiche organizzative in ambito medico-ospedaliero e le necessità tante volte legate all’urgenza o alla gravità, credo che l’ipnosi e gli aspetti psicologici ad essa connessi, possano essere d’aiuto, sia come approccio co-terapeutico ove è possibile, sia come dimensione culturale-olistica nella formazione del personale.”