|Attenti al Coach
Attenti al Coach2018-12-12T16:12:27+00:00

Attenti al Coach

Negli ultimi anni spuntano da ogni parte varie figure che fanno delle cose, ma non sono professionali, nel senso che non è chiaro che professione facciano.

Si chiamano Coach, Allenatore mentale, Counsellor, Maestro di respiro e in tanti altri modi sempre meno chiari.

Persone che hanno imparato in qualche mese o in un anno, magari bene, una certa tecnica e la propongono alla gente che non sa quali sono i confini di quello che fanno, ma non sanno nemmeno se c’è un’indicazione o peggio una controindicazione in quello che fanno con queste tecniche; una diagnosi seria è fondamentale per una cura utile, per sapere quello che si fa! Per fare una diagnosi sono necessari studi approfonditi, che durano anni, solo successivamente si passa alle tecniche.

Queste persone se va bene hanno una laurea, ma la maggior parte non è nè laureata nè diplomata. Soprattutto queste persone operano senza un retroterra di preparazione clinica e psicologica. Mi è anzi capitato di incontrare persone che accedono ai vari corsi per diventare maestri, che sono già essi stessi portatori di disturbi nevrotici o borderline, quando va bene. Purtroppo alcuni si rivolgono a costoro per stare meglio.

Queste persone stanno bene attente a non usare termini propri dello psicologo per non incappare in abuso professionale manifesto (Legge 56/89), ma così facendo negano più di 100 anni di ricerca e di formazione scientifica nelle università e facoltà di psicologia.

Il problema è che se una persona sta bene e vuole migliorare qualcosa di sé non corre rischi, caso mai non impara niente. Ma se vuole guarire da qualcosa, soprattutto inerente a disturbi o disagi psicologici può trovarsi in condizioni che queste persone, coach ecc.., non sanno affrontare!

Conoscono tecniche standard che possono avere sulle persone impatti diversi e non hanno una teoria di riferimento né tanto meno una deontologia clinica professionale a cui rifarsi in modo etico. Sono in genere mossi da una curiosità iniziale che si traduce poi nella velleità di guadagnare denaro, al di fuori di qualsiasi controllo professionale (non esistono) e nemmeno fiscale.

Un cittadino può rivolgersi all’Ordine degli Psicologi se ha dei dubbi su un professionista, ma rispetto a costoro non c’è tutela.