So bene che chi soffre di questo disturbo sta molto male e vuole liberarsene quanto prima e le spiegazioni sono poco utili, ma in terapia il disturbo di Panico si riduce drasticamente nelle prime sedute; in seguito un po’ di comprensione è utile per andare avanti e stabilizzare i processi mentali e fisici positivi.

Stormo di pesci

“Attacco di Panico” è la parola più cliccata da chi cerca uno psicologo. Negli ultimi 15 anni c’è stato un enorme aumento di richiesta d’aiuto per questo disturbo, perché? Ogni momento storico porta con se varie modalità di reazione degli individui, penso che l’attacco di panico come sintomo, risponda ad un aumento intenso e veloce della complessità della vita. Le relazioni in primis, ma anche le politiche disorientanti, l’informatizzazione, essere dentro o fuori certi circuiti sociali, le dinamiche e i ruoli uomo-donna, ecc.. oltre le situazioni educative e traumatiche individuali, richiedono risposte di adattamento sempre più complesse e difficili da gestire. L’Attacco di Panico è una “risposta Tilt” dell’organismo alla complessità. La psicoterapia dell’Attacco di Panico affronta questi temi.

L’Attacco di Panico si differenzia dall’ansia per il suo inizio improvviso e per l’aumentare dell’intensità dei sintomi in pochi minuti. Inoltre rispetto al semplice episodio ansioso, l’Attacco di Panico dura più a lungo, spesso non meno di 1/2 ora-1 ora o anche di più.

I sintomi sono quelli dell’ansia: tachicardia, fame d’aria, tensione, sudorazione, ecc.. Ma la situazione appare catastrofica alla persona che ne è colta e che immagina di cadere, svenire, morire.. La persona tende a non ragionare e a bloccarsi, oppure a reagire con comportamenti incontrollati che in certi casi possono anche diventare pericolosi per sé. La dimensione conflittuale e la complessità che viene rappresentata dall’Attacco di Panico risulta in genere più profonda (nel tempo e nella storia dell’individuo) di quella dell’ansia.